Lotta alla

illegalità economica

Gli Obiettivi

La presenza di imprenditori incuranti delle leggi e di organizzazioni criminali in grado di condizionare le imprese emerge spesso con la negazione dei diritti contrattuali dei lavoratori e delle lavoratrici. Anche per questa ragione il sindacato è tra i protagonisti della lotta all’illegalità e all’economia in nero, contro le mafie, l’evasione fiscale e contributiva così come contro l’indifferenza per l’impatto ambientale delle attività produttive.

 

Le Azione della Cgil

Il sindacato interviene tutelando il lavoro e sollecitando trasparenza e responsabilità nella relazione tra imprese e lavoro, combattendo ogni forma di illegalità economica: agendo sulla regolamentazione degli appalti, combattendo il caporalato e le cooperative spurie, agendo al fine di prevenire la corruzione nella pubblica amministrazione, contrastando l’usura, intervenendo sulla rapida assegnazione a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati alle mafie e per la tutela occupazionale nelle medesime aziende.

I principali risultati ottenuti

  • Dopo gli impegni previsti dal Patto per il Lavoro (in particolare con l’Allegato 2 su “appalti e legalità”), ottenuta l’approvazione della L.R. 18/2016 “Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili”: un testo che riassume gli strumenti legislativi regionali per il contrasto all’illegalità economica e la tutela del lavoro regolare, oltre a produrre gli importanti avanzamenti indicati nel Patto per il Lavoro.
  • In materia di appalti, dopo le rilevanti iniziative sviluppate nel 2015 con 46.000 adesioni raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil, l’iniziativa è proseguita con la sottoscrizione di protocolli territoriali e a livello regionale (Atersir, TPL, ecc…); importanti vertenze aziendali, in particolare nei settori della logistica e agroalimentare; iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e azioni di coinvolgimento della Magistratura contro il caporalato, organizzate dalla Flai a Cesena, Ravenna, Modena, Forlì e Bologna; a partire dal 2014, il progetto “Infiltrazioni Legali”, con sportelli curati da Filt-Cgil e Libera negli interporti di Bologna e Parma. Nel polo logistico di Piacenza, per contrastare lo sfruttamento sul lavoro nella logistica, nel facchinaggio e nell’autotrasporto.
  • Emblematica la vertenza “Castelfrigo”, ove 125 lavoratori licenziati dalle “coop spurie” operanti in appalto hanno scioperato per mesi e con un lungo presidio hanno denunciato le illegalità contrattuali, fiscali e previdenziali favorite dal “sistema” adottato nel comparto della lavorazione carni. L’intesa raggiunta per il reintegro e la ricollocazione di tutti i lavoratori sana almeno in parte l’abuso perpetrato ai loro danni, ma il contributo offerto dalla loro lotta prosegue nella commissione straordinaria d’inchiesta della Regione sulle coop spurie e sul caporalato e nelle indagini avviate dalla magistratura.
  • L’azione di contrasto alla penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale si è espressa anche attraverso la costituzione di Parte Civile nei diversi procedimenti giudiziari scaturiti dall’indagine Aemilia e attraverso la decisione di rendere sistematica tale scelta in tutti i procedimenti riguardanti la criminalità organizzata che si sono aperti o dovessero aprirsi in regione
  • Nel settembre 2017 è stato sottoscritto da 31 soggetti associativi e istituzionali, regionali e di Bologna, il Protocollo con il Tribunale Distrettuale sulla gestione dei beni sequestrati alle mafie. In materia di beni e aziende sequestrati e confiscati sono in fase di attivazione tutti gli strumenti previsti a livello territoriale dal nuovo Codice Antimafia. Sono altresì stati avviati, insieme a Spi-Cgil e Libera, anche in Emilia Romagna i primi “Campi Antimafia” su beni confiscati: Pieve di Cento, Salsomaggiore, ecc…
  • Particolare rilievo ha avuto il progetto “Il Viaggio Legale con la Mehari di Giancarlo Siani”, promosso da Cgil e Filt Emilia Romagna insieme a Libera, Fita-Cna, Comitato Io Lotto e Caracò: un percorso durato 5 mesi, che ha consentito di realizzare quasi 100 eventi in tutta la regione sul tema della legalità, con il coinvolgimento di alcune migliaia di studenti, oltre a tante e tanti lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati.