Lavoro

Gli Obiettivi

Favorire la piena coerenza tra la contrattazione nazionale, la contrattazione di secondo livello e la contrattazione sociale territoriale, sviluppando e qualificando la contrattazione di secondo livello, contrastando la discriminazione salariale e previdenziale di genere e potenziando la cultura e le condizioni effettive di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le Azioni della CGIL ER

I contratti nazionali di lavoro (CCNL), definiscono i trattamenti minimi e i diritti fondamentali dei lavoratori di un settore, hanno dunque un grande valore economico e sociale. La Cgil ritiene fondamentale la loro applicazione erga omnes e vincola la propria rappresentanza all’approvazione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici delle piattaforme rivendicative e delle ipotesi di accordo.

Per ottenere il rinnovo degli accordi scaduti può essere necessario – recentemente è stato più volte necessario – mettere in campo iniziative di pressione di vario tipo, sino alla negazione della prestazione lavorativa, lo sciopero.

Tra i principali realizzati negli ultimi anni:

  • 8 novembre 2014 – manifestazione nazionale lavoratori dei servizi pubblici;
  • 30 gennaio 2015 – sciopero dei lavoratori delle banche con manifestazione nazionale a Ravenna;
  • 28 marzo 2015 – manifestazione nazionale della Fiom, a Roma, per l’apertura delle trattative per il nuovo CCNL;
  • 14 settembre 1015 – sciopero dei lavoratori del turismo per il rinnovo del contratto;
  • 24 ottobre 2015 – manifestazione regionale della scuola per il rinnovo del contratto di lavoro e la modifica della legge 107 del 2015;
  • 19 dicembre 2015, “Fuori tutti!” Sciopero dei lavoratori del Commercio con manifestazione a Milano per il rinnovo del contratto;
  • 20 aprile 2016 – sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici per il contratto;
  • 6 maggio 2016 – sciopero nazionale di turismo, mense e altri settori per il rinnovo del contratto nazionale;
  • 24 maggio 2016 – nuovo sciopero regionale di lavoratori e lavoratrici della pubblica amministrazione con maxi corteo a Bologna per sollecitare il rinnovo del contratto scaduto da 6 anni;
  • 28 ottobre 2016 – sciopero nazionale dei lavoratori del legno con manifestazione regionale a Forlì;
  • 21 novembre 2016 – sciopero nazionale di 8 ore dell’industria del tessile abbigliamento;
  • 12 dicembre 2016 – sciopero dei panificatori;
  • 1 febbraio 2017 -sciopero nazionale delle telecomunicazioni;

17 marzo 2017- sciopero dei lavoratori del gas e dell’acqua.

I risultati ottenuti

  • 10 contratti rinnovati nel 2014
  • 12 contratti rinnovati nel 2015
  • 16 accordi e contratti rinnovati nel 2016
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CCNL rinnovati nel 2014

  • CCNL ceramica (19 marzo);
  • CCNL dell’edilizia che riguarda 800.000 addetti (2 luglio);
  • CCNL ortofrutta e agrumeti che riguarda 10.000 addetti (7 luglio);
  • Contratto dell’artigianato tessile (25 luglio);
  • CCNL agenti di commercio nell’industria che riguarda 200.000 addetti (30 luglio);
  • Contratto per parrucchiere ed estetiste (11 settembre);
  • CCNL per l’industria editoriale e grafica (16 ottobre);
  • Contratto degli operai agricoli e florovivaisti che riguarda più di 1 milione di lavoratori (23 ottobre);
  • Siglato il primo CCNL per i lavoratori dello spettacolo in cooperativa (6 novembre);
  • Contratto per piccola e media industria edile (12 novembre).

CCNL rinnovati nel 2015

  • contratto del terziario, distribuzione e servizi (30 marzo);
  • contratto per i bancari (31 marzo);
  • contratto per imprese private di distribuzione e recapito (2 aprile);
  • contratto studi professionali (17 aprile);
  • contratto delle cooperative trasporto e logistica (8 maggio);
  • contratto artigianato chimico e ceramico (10 giugno);
  • contratto per i marittimi che riguarda 54.500 addetti (1 luglio 2015);
  • contratto della chimica, chimica farmaceutica e altri comparti assimilati (17 ottobre);
  • contratto per lavoratori dei cementifici (24 novembre);
  • Accordo tra Cgil, Cisl e Uil per la riforma del modello contrattuale (25 novembre);
  • CCNL del Trasporto Pubblico Locale (28 novembre);
  • Contratto della gomma plastica (10 dicembre)
  • Contratto per i portuali (15 dicembre).

 

CCNL rinnovati nel 2016

  • accordo per le scuole private (30 gennaio);
  • accordo per le industrie alimentari che riguarda 400.000 lavoratori (5 febbraio);
  • accordo per i lavoratori dei laterizi e manufatti in cemento (31 marzo);
  • CCNL cooperative di trasformazione dei prodotti agricoli (18 aprile);
  • contratto dei lapidei e materiali estrattivi che riguarda 30.000 addetti (26 giugno);
  • contratto per igiene ambientale pubblica (10 luglio);
  • contratto per il commercio Confesercenti (12 luglio);
  • contratto per le lavanderie industriali che riguarda 20.000 lavoratori (13 luglio);
  • contratto per la piccola e media industria chimica (26 luglio);
  • contratto dei lavoratori del vetro (28 luglio);
  • contratto delle Società autostradali che riguarda 15.000 lavoratori (29 luglio);
  • contratto per le cooperative agricole che coinvolge 100.000 lavoratori (3 agosto);
  • contratto per i lavoratori dei Consorzi di bonifica (28 settembre)
  • contratto per i lavoratori dell’Industria metalmeccanica (26 novembre 2016)
  • contratto del legno arredo industria (13 dicembre)
  • contratto per i 36.000 addetti “Pelli e succedanei” (19 dicembre).

 

CCNL rinnovati nel 2017

  • contratto nazionale dei tessili (21 febbraio);

contratti dell’artigianato alimentare e della panificazione che riguarda 13.000 addetti solo nella nostra regione (23 febbraio).

Mentre i contratti nazionali hanno il compito di assicurare i fondamentali diritti validi per chiunque svolga un determinato lavoro, la contrattazione di secondo livello ha il compito di regolare concretamente l’attività in una azienda o in un territorio, tenendo conto delle differenze di produttività e di relazione con l’ambiente naturale e sociale circostante. Quando possibile, migliorano le normative nazionali, creando le condizioni per una loro evoluzione positiva.

Oltre all’obiettivo di ottenere miglioramenti retributivi, nelle condizioni di lavoro e nei diritti proposti dai sistemi di welfare aziendale, la Cgil sollecita la non applicazione di alcune parti del jobs-act, la stabilizzazione di rapporti di lavoro precari o a tempo determinato e l’inclusione nei benefici della contrattazione anche dei lavoratori in appalto, in somministrazione o con contratto di collaborazione.

I risultati ottenuti

  • 2.082 accordi aziendali siglati tra 2015 e 2016
  • 832 accordi territoriali con premi legati alla produttività
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Tra il 1°gennaio 2015 ed il 15 dicembre 2016 in regione Emilia Romagna sono stati stipulati 2.083 accordi aziendali e 832 accordi territoriali contenenti premi legati alla produttività, con il riconoscimento di condizioni fiscali di miglior favore, oltre ad altre conquiste.

Nell’agro-alimentare sono stati rinnovati tutti i contratti di secondo livello dei più importanti gruppi nazionali e regionali.

In assenza di situazioni di crisi sono stati ottenuti aumenti salariali, mentre il ricorso al welfare contrattuale è ancora limitato.

Importanti accordi sono stati stipulati per la tutela dei lavoratori in appalto, tra gli altri con l’Università di Ferrara (ottobre 2015) e il gruppo HERA (ottobre 2016).

Diverse intese impegnano le controparti a non applicare le parti più deleterie del Jobs act. Tra le principali: con il Consorzio Terme Berzieri (Salsomaggiore, Parma); alla San Donnino Multiservizi (Parma); alla Vas Montaggi (Bologna, novembre 2016) con l’applicazione dell’art.18 della legge 300/1970 anche ai nuovi assunti e una regolamentazione condivisa dei controlli a distanza; con Intercom soc.coop. e Sirio srl (Ferrara) per escludere le disposizioni del jobs act nei cambi appalto (dicembre 2016).

Accordi particolarmente significativi sono stati sottoscritti alla Tetrapack (Reggio E.), alla Ducati (Bologna). Significativa anche l’intesa con il Call Center Koiné (marzo 2017) per la stabilizzazione delle assunzioni a tempo determinato e il superamento dei voucher.

Il susseguirsi di gravi incidenti sul lavoro e la diffusione di patologie determinate dalla presenza di sostanze nocive o da un’organizzazione del lavoro non rispettosa del diritto alla salute degli addetti testimoniano il persistere di negligenze e irresponsabilità. Il Sindacato ha tra i suoi obiettivi quello della conquista di condizioni di lavoro più sicure e salubri, perché non c’è compenso economico che possa risarcire un danno irreparabile.

Per questa ragione, ad esempio, la CGIL è stata tra le promotrici della manifestazione in Piazza Nettuno per “Una regione senza amianto”(Bologna, 28 aprile 2014) ed è l’organizzazione che ha promosso AfeVA: Associazione Familiari e Vittime Amianto. Significativa la scelta della Flai di affrontare nella contrattazione di secondo livello il tema dei “movimenti ripetitivi”, preparandola con un corso regionale di formazione per dirigenti e delegati sindacali sui rischi che ne derivano con esperti della Medicina del Lavoro.

I risultati ottenuti

È stata costituita AfeVA – Associazione Familiari e Vittime Amianto

Per la Cgil non c’è sviluppo se il lavoro non è tutelato. Con la negazione dei diritti si aggravano le disuguaglianze, e con queste si riduce il benessere e peggiorano economia e coesione sociale. La scelta delle imprese e dei governi di sostenere la competizione economica abbattendo i costi e riducendo gli investimenti ha trovato la sua espressione più spinta nella liberalizzazione dei voucher (pagamento diretto di lavoro senza contratto e senza diritti), dei licenziamenti senza giusta causa e nella eliminazione di ogni responsabilità da parte del committente negli appalti di lavoro. Riconquistare tutele per il lavoro è dunque, per la Cgil, il principale contributo per uno sviluppo economico che ricominci a diffondere benessere e favorisca l’inclusione sociale.

La Cgil si è opposta in modo netto – e spesso da sola – al Jobs Act e ad altre leggi che hanno ridotto le tutele nel lavoro. L’Emilia Romagna ha dato un forte contributo a questa attività, memorabile, ad esempio, la partecipazione di ben 14.330 lavoratori e pensionati dell’Emilia Romagna alla manifestazione nazionale del 25 ottobre 2014, con decine di pullman, due treni speciali e centinaia di biglietti acquistati sui treni ordinari; così come allo sciopero generale del 12 dicembre dello stesso anno, indetto insieme alla Uil. La mobilitazione è stata accompagnata alla denuncia dei comportamenti scorretti e all’assistenza ai lavoratori in difficoltà. Tra le altre, è significativa la battaglia della Fiom per recuperare il diritto di esistere in Fiat, la campagna della Filcams “Diritti alla stagione” che ha coinvolto ogni estate i lavoratori del turismo ed i turisti della riviera, e le vertenze della Flai e della Filt nella lavorazione delle carni nel territorio di Modena per il rispetto dei contratti di lavoro.

Per rovesciare gli indirizzi legislativi in materia di lavoro è apparsa evidente la necessità di un’azione forte di contestazione delle norme legislative più deleterie e di una proposta capace di rispondere ai problemi attuali, superando il vecchio Statuto dei diritti dei lavoratori (1970). Per questo nel 2016 la Cgil ha elaborato la “Carta dei Diritti Universali del Lavoro” e l’ha accompagnata alla proposta di tre referendum abrogativi sui licenziamenti ingiustificati, sui vaucher e sugli appalti.

I risultati ottenuti

  • 213.232 firme per abrogare i voucher,
  • 212.994 per la responsabilità solidale negli appalti
  • 213.077 per ripristinare tutele a fronte di licenziamenti senza giusta causa
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In Emilia Romagna questa “Sfidaxidiritti” è stata accolta con entusiasmo da 5.500 delegati e attivisti che il 14 gennaio 2015 si sono riuniti nel Palazzetto dello Sport di Bologna. Da quel momento è partita prima una capillare consultazione tra gli iscritti e le iscritte, con la convocazione di 8.007 assemblee tra febbraio e marzo, e poi – sulla base del forte consenso registrato – una raccolta di firme che ha toccato tra aprile e settembre ogni luogo di lavoro e ogni comune della Regione.

Si è così realizzata la più grande raccolta di firme certificate in Regione a sostegno di una Legge di Iniziativa Popolare (237.418 adesioni, di cui 224.193 depositate in Parlamento) e per chiedere Referendum abrogativi.

Con l’ammissione dei referendum (gennaio 2017) è partita una campagna elettorale che rappresenta per la Cgil un evento unico; con l’”incardinamento” della Carta Universale dei diritti nel lavoro nella Camera dei Deputati (9 marzo 2017) prende avvio un iter legislativo senza precedenti, che la Cgil seguirà passo a passo.