Comunità

e Lavoro

Gli Obiettivi

Il Patto riconosce che il sistema regionale di welfare è motore di sviluppo, crea buona occupazione, riduce le disuguaglianze e favorisce l’inclusione sociale. E’ necessario assicurare un welfare inclusivo, aperto, integrato, accessibile, che metta al centro le persone ed i loro diritti.

Gli Impegni

  • Attivazione del reddito di solidarietà
  • Nuovo Piano socio-sanitario
  • Qualificazione dell’Assistenza domiciliare e del lavoro di cura
  • Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro potenziando i servizi 0-6 anni
  • Nuove esperienze di contrattazione del welfare aziendale e territoriale integrativo
  • Progettazione di una scuola superiore di amministrazione e gestione dei servizi sanitari e sociali
  • Sperimentazione di un Fondo Regionale per la sanità integrativa per prestazioni extra-Lea (Livello Essenziali di Assistenza)

A 30 MESI DALLA FIRMA (dicembre 2017)

I principali risultati ottenuti

Misure a contrasto della povertà

Nel settembre 2017 accordo per l’attuazione del reddito di solidarietà (RES) in ambito regionale

Piano Sociale e Sanitario Regionale

Accordo sottoscritto nel maggio 2017, seguito nell’ottobre dall’intesa sulle schede attuative per gli anni 2017-2019, per definire le modalità dell’integrazione socio-sanitaria, il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, l’accreditamento dei servizi socio-sanitari e le modalità di remunerazione degli stessi, i Fondi per disabili non autosufficienti, il finanziamento dei Servizi Socoiali locali ed altro ancora.

Politiche sanitarie e sociali

Nell’agosto 2015 prima intesa sulla riduzione delle listre d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie. Nel dicembre 2015 si conclude un impegnativo confronto per la riorganizzazione della rete ospedaliera. Nel settembre 2016 accordo tra Regione, Confederazioni e Categorie del Pubblico Impiego sulle politiche occupazionali nel sistema sanitario, a cui fa seguito l’intesa del dicembre 2017 per la stabilizzazione, con assunzione a tempo indeterminato, di oltre 5mila professionisti nel sistema sanitario regionale. Nell’agosto 2016 sottoscritto l’accordo sul “sistema di emergenza” e sul “ruolo del volontariato in Emilia Romagna”, e nel settembre 2016 l’intesa per la costituzione del Fondo Integrativo Sanitario regionale previsto dal Patto. Alla fine dello stesso anno esce, dopo un lungo confronto, anche il documento “Case della salute, per il coordinamento e lo sviluppo delle comunità dei professionisti e dei medici d’iniziativa”. Le linee di programmazione e di finanziamento delle Aziende e degli Enti del Servizio Sanitario Regionale sono stati oggetto ogni anno di confronto.

Politiche abitative

Nel giugno 2016 si è raggiunta una intesa (con l’adesione del Sunia, Sindacato Inquilini) per la “Definizione dei limiti di reddito e la metodologia del calcolo del canone negli alloggi ERP”. La nuova regolamentazione definisce anche i limiti di reddito per l’accesso, la permanenza e la decadenza dagli alloggi pubblici.

Politiche educative

Il Patto ha portato alla revisione della legge r. 1/2000 ed alla approvazione della l.r. 19/2016 sul funzionamento dei servizi dedicati alle bambine ed ai bambini da 0 a 3 anni. Nell’ottobre 2017 si è poi concluso il confronto sulla direttiva in materia di requisiti strutturali ed organizzativi per i servizi dedicati alla prima infanzia.

Inclusione e fragilità

Dopo la sottoscrizione del Patto le sedi di confronto per l’applicazione della legge regionale 14/2015 che “Disciplina i sostegni all’inserimento lavorativo ed all’inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità, integrando i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari” sono state allargate alle parti sociali,